TURISMO

TURISMO IN VALGRANDE

PARCO NAZIONALE DELLA VAL GRANDE


  
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Questo parco, che si trova nella Provincia del Verbano Cusio Ossola, tra il lago Maggiore e la Val d'Ossola, è stato istituito nel 1992 e si estende su una superficie di ca. 13000 ettari, che comprende il territorio appartenente a 11 Comuni del Verbano, Ossola, Val Vigezzo e Val Cannobina.

E' l'area selvaggia più vasta d'Italia ed una delle più importanti aree wilderness del mondo.

Il comprensorio montuoso della Val Grande si estende alle spalle del Lago Maggiore racchiuso da altre valli: la Val d'Ossola a ovest, la Val Vigezzo a nord, la Val Cannobina a nord-est, la Valle Intrasca a est e l'entroterra verbanese a sud. (Panoramica dalla Val Grande  )

La Val Grande è definita dal bacino idrografico del torrente San Bernardino che assume questo nome alla confluenza del Rio Val Grande con il Rio Pogallo a valle di Cicogna.

Una catena di monti non alti, ma aspri e severi, cinge la Val Grande che sulla carta topografica ha forma di un grande cuore con il ventricolo destro (la Val Pogallo) più piccolo del sinistro. Il tetto di queste montagne è il Monte Togano , dalle cui falde meridionali nasce un torrente che, assumendo via via nomi diversi per la successiva confluenza di altri corsi d'acqua, diventerà poi il San Bernardino e finirà a calmare le sue acque tumultuose nell'estuario del Lago Maggiore a Intra.

A occidente, la catena impervia e accidentata dei Corni di Nibbio separa la Val Grande dalla Valle del Toce (la Val d'Ossola). Questa catena, tra il Pizzo Faiè e il Lesino , prosegue poi a nord innalzandosi nelle vette del Pizzo Proman e della Rossola , da cui si stacca una cresta occidentale che culmina nel Pizzo delle Pecore .

Altra vetta importante è la Laurasca , un nodo orografico da cui si staccano due catene di monti. Una scende a sud a separare la Val Grande dalla Val Pogallo (Pedum e Cima Sasso ); ai piedi del lungo costolone meridionale della Cima Sasso vi è Cicogna , la "piccola capitale" della Val Grande. Un'altra catena corre a oriente fino al Monte Torrione per poi scendere direttamente a sud fino allo Zeda e alla Marona.

La Val Grande vera e propria, dal Togano a Ponte Casletto, può essere geograficamente divisa in due parti: la bassa e l'alta Val Grande.
La bassa Val Grande, tra Ponte Casletto e la Val Fredda è molto stretta e incassata, il corso del torrente ha inciso un profondissimo solco su cui precipitano versanti impervi e impercorribili, le acque scorrono con bruschi salti alternati da strettoie e cascatelle.
L'alta Val Grande, più ampia e relativamente meno dirupata, è divisa in due settori dalla dorsale del Mottac . Ad ovest la Val Serena e la Val Gabbio, ad est il vallone di Biordo e la Val Portatola.

Solo circa la metà del territorio della Val Grande è ricoperto da boschi, mentre la restante è costituita da pascoli abbandonati e incolti. Sono le praterie alpine battute da venti, i macereti e le giogaie, le creste aeree che precipitano dirupate nei valloni selvaggi.

Il parco offre affascinanti itinerari per escursionisti esperti, in un paesaggio selvaggio e incontaminato. Non è sempre stato così, in passato lo sfruttamento dei pascoli e la raccolta del legname hanno lasciato il segno ovunque nella valle.

Oggi l'abbandono dell'uomo ha permesso alla natura di impossessarsi di nuovo di questa area caratterizzata da un territorio aspro con montagne dai fianchi scoscesi, profondi canyon, una natura selvaggia a volte quasi impenetrabile.

Quando si entra in Val Grande si entra in un modo fatto di silenzi, di dirupi mozzafiato, di forre limpidissime, di cascate irraggiungibili; si può camminare per ore ed ore senza incontrare nessuno. Gli incontri più frequenti si fanno con camosci , caprioli, volpi, donnole, marmotte, martore, scoiattoli, piccoli roditori, come i ghiri, rapaci, tra cui l'aquila e uccelli come falchi, gheppi, poiane, allocchi, gufi, civette.

Meravigliosi alberi, tra cui stupendi faggi secolari, tassi, castagni, ontani ti circondano ed a  seconda delle stagioni si trovano stupende fioriture tra cui anche specie rare come il tulipano alpino .

Data la caratteristica del Parco di area selvaggia e impervia, dove esiste il pericolo di smarrirsi, la percorrenza della rete dei sentieri , alcuni dei quali difficili, pericolosi e non segnati, deve avvenire, soprattutto da parte di chi non conosce la valle, con la massima prudenza e con accompagnatori esperti.

Periodo consigliato per la visita: aprile, maggio, giugno
Per informazioni:
Indirizzo: Villa S. Remigio 28922 Verbania Pallanza, tel +39 0323 557960
Sito internet: www.parks.it/parco.nazionale.valgrande
e-mail:pvgrande@tin.it

Informazioni sugli itinerari escursionistici: www.caivilladossola.it/catasto/ oppure riviste specializzate.
 
 




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